I baci puzzano d’autunno.
i classici corpi sono attaccati al filo spinato.
tutto si mischia in cantico e nebbia,
nella sabbia accoltellata dai nostri passi.
qualsiasi gesto nutre di calore innumerevoli insetti.
tutto si scopre
e s’agita l’acqua magmatica.
perche anche il silenzio ha la sue mappe
e i rispettivi cani della morte.
questo è il putrido marrone,
in un alto paesaggio di palude.
il folletto che è rimasto viziato da effusioni.
sono necessari molti e troppi trapezisti
per finirla con la fame nel mondo.
c’è da costruire un’armatura contro il ventricolo,
contro i baci rapidi.
ma,
quanto più poeta
- più bastardo.
- Attualmente 3.66667/5 meriti.
3,7/5 meriti (3 voti)