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Pubblicata il 19/10/2014
Sono dietro alla porta, piegata ,piagata
una mano a coprire il viso, una mano a chiedere pietà
il lavoro non c'è, lo sfratto imminente ,il bimbo che piange ,manca il pane, ha perso la juve , il mondo decade, vuoi ancora bere , le troie sono care ed io continuo a chiedere pietà.
tu non ti fermi, non ti fermi mai, muovi le mani nell'aria come a scacciare il tuo male dentro , ma riempi di lividi e ferite il corpo e l'anima .
hai detto che smetti, hai detto che è l'ultima volta e intanto ridi a vedere il telegiornale che parla di donne stuprate, massacrate.
non mi stupri tu, sempre ubriaco ormai non ne hai più forza e capacità , ma dentro e fuori violi la mia vita ogni minuto, ogni istante della nostra vita.
la vita, cosa è la mia vita, non ricordo più le giornate al mare o in gita, non ho in mente una carezza un atto di gentilezza un atto d'amore.
infame tu a usare noi , infame io a non avere il coraggio a fermarti.
la prossima volta , giuro la prossima volta , poi rimango qui, dietro alla porta piegata e piagata aspettando di essere abbattuta, battuta e nuovamente infamata.

da Scritto dell'anima 2013
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Uno scritto vigoroso e veritiero che fa riflettere il lettore! Scritta molto bene e con attenzione! Sir Morris

il 19/10/2014 alle 13:33

internsa descrizione di miseria spirituale e materiale. scritta benissimo con un ritmo che coinvolge marinella

il 20/10/2014 alle 11:54