Mi sei passata accanto e sbadatamente mentre cercavo altro mi hai sfiorato. Sicura tu indeciso io, mi sono sentito rapito da quel sfiorare leggero, un brivido che ha pervaso tutti i miei sensi e ovviamente ti ho seguita.
mi hai fatto viaggiare per l'Africa e mi hai spiegato tante passioni che coltivavi in quei luoghi, poi siamo stati in Medio Oriente e li avevi un sacco di affari iniziati e mai conclusi, in Iraq eri diventata una regina, in Siria la padrona. Insomma che lavoraccio essere pronta e sempre vigile a ogni movimento.
in Russia mi hai detto che hai difficoltà a farti accettare, troppi segreti, ma in fondo lì lavori da sempre. In America dici che è tutto più facile ma nessuno lo sa di certo; a volte non ti capisco e l'averti seguito in un nano secondo per tutte queste terre, mi ha dato un certo disagio, come se fossi un intruso.
no , non sentirti a disagio, mi hai detto, io sono qui ,accellero, rallento, svicolo, punto, ma io sono qui .Uno sfiorarti più deciso e anche tu capirai.
mi sono svegliato dall'auto accartocciata vicino al burrone ,con un rivolo di sangue denso e dolciastro che scivolava tra bocca e il vetro del lunotto posteriore. Un gran mal di testa e una voce che ronzava: sono qui , sono qui .Poi un frastuono di gente, ambulanze, polizia, un amico , un cane morto che pur avendo avuto un incidente , non sono riuscito a schivare. Sono qui, sono qui , ma la voce si allontanava sempre di più e il mal di testa aumentava.
all'ospedale mi hanno detto che ho avuto una commozione celebrale, dieci giorni con il mal di testa e sono tornato a casa. La sera ho visto alla televisione che erano morti un sacco di uomini e donne e bambini , affogati nel mare di Sicilia e ho capito che non eri più vicino a me, eri qui ma avevi altro da fare .
da Scritti dell'anima 2013 (cento non poesie di cento anime)