figliastre del cielo
nuvole sono vaganti
le mie pensate pene
lasciate lì
sulla sponda del tevere
il pesce a pescare
che più non c'è disamorato
e a roma bella e spirale
di sole paludata e di pigrizia
di noia il sospiro
la brezza incuora
uno sbadiglio
carezzevole sempre a roma
la mia donna
dai morbidi seni
prosperante
sui tetti muschiati
mammona la gatta
che cascami t'abbraccia
accoccolata
di polpa sbucciata e sofferente
umida d'alieno tepore
placenta
che nulla in cambio chiede
se non il flaccido di menbra
adagiare
stando a casa
nostalgia di roma amante
martedì 10 dicembre 2002