Si, portami a bere nel freddo fiume dei ricordi
lì dove il tuo sorridere si mescolava all’acqua
e le felci ondeggianti erano ghirlanda ai cuori.
mi hai catturato i giorni nella rete delle favole
e tra le labbra, primizia offerta nella primavera,
sono divenuto giovane pasto al circo della vita.
tornano come il vento di tempesta i momenti,
li sbatte tra le strade che percorro, irridendomi,
l’anima mai rassegnata al tuo silente fuggir via.
e qui mi danno, nel rincorrere la scia dei sogni,
un rabdomante che tiene a bacchetta il piangere.
si, portami il freddo calice dei tuoi occhi verdi.
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