quanta verità ad ogni verso, e nella chiusa su tutto....cara arlette le distanze sono prossime vicinanze...un caro abbraccio, andrea
vivere con ironia , semplicità , senza ipocrisia. Bella molto , davvero. Sir Inot
Un cameo ogni capoverso in questa tua poesia e la sensazione che resta è quella di assistere ad uno sguardo sulla vita di chi con altri occhi ci esorta a guardare oltre il buio, con lo stumento della metodica semplicità...Una poesia intensa e per certi aspetti ieratica, nel senso di una solennità ricavata dal vissuto . Complimenti Sergio
Ciao Andrea. Ogni distanza è una vicinanza in embrione, se c'è la disposizione d'animo a ridurla. Il viaggio per arrivarci poi è sempre un arricchimento, sia nell'avere che nel dare. Gradito l'abbraccio ed il passaggio.
Sir Inot, avvalersi di ironia e semplicità vuol dire avere due amici dalla propria parte. Grazie per le tue parole e benvenuto in questa casa dove la parola scritta è l'unguento che lenisce la fatica quotidiana. Arlette
Sergio, credo tu sia riuscito ad entrare in queste righe ancor meglio di quanto non lo abbia fatto io stessa. La metodica semplicità alle volte non ha la giusta considerazione...tu sembri darle il suo giusto valore. Grazie per la presenza ed il parere.
"ben teso ed estroflesso il palmo della mano a sostenere il bello senza mai possederlo servono altri occhi per vedere oltre il buio." In questi versi ho trovato qualcosa di perfetto! Stupenda poesia Arlette!
Grazie per il tuo entusiasmo Igu, ne ho colto la sincera intensità ed è molto gratificante. Arlette
Un po' di me, talvolta serve mettere giù un po' di se. Un abbraccio Fabio.
Con altrettanta evidenza pubblica rispondo che è una stima a cui tengo. Il mio assenso per le tue stesure non è da meno e non per pareggiare con il complimento, ma per reale interesse verso una scrittura non certo da palcoscenico teatrale ( sebbene sia mia prerogativa avere rispetto per ogni tipo di esposizione). Per essere più esplicita, il tipo di scrittura che se ne frega dell'involucro a vantaggio del contenuto.
Abbattere le distanze, quelle che la civiltà moderna usa come uno degli scopi per sentirsi realizzata, sarebbe “mera sensibilità”, scrive il poeta. Realizzarsi con i fatti che contano: col ricordarsi dei valori basilari del vivere civile, col tendere la mano, con praticare anche minimamente quella compassione di cui tanto parla il Vangelo –Gesù ne ebbe compassione- si legge spessissimo, “sostenere il bello”, insito nella natura dell’uomo. Ecco gli “altri occhi” che servono “per vedere oltre il buio”. Versi poderosi, incisivi, solenni. Arlette ci offre lo specchio per ritrovarvi la nostra coscienza, quella che in genere uno specchio non riflette, ma che, volendo, si ritrova facilmente anche in una scheggia di vetro. I miei complimenti Arlette.
Quanta fatica e solitudine per realizzarsi con i fatti che contano. Ci si satura di inutilità, finchè arriva la presa di coscienza tanto inaspettata quanto liberatoria. Ti sei soffermato accanto alle mie parole integrandole con il tuo parere e ti sono garta Ugo. Arlette
...grata. Occhi stanchi, caratteri piccoli e occhiali che ogni tanto giocano a nascondino ...mah!.
Bellissima Arlette...contenuto e forma si sposano armoniosamente in tutto quello che scrivi e ci regali.
Condivisione ed apprezzamento, un piccolo grande aiuto che mi dai Anna. Ti sento vicina e ti ringrazio.
Sensazioni che riaffiorano in alcuni momenti della vita, immagini personali che hanno bisogno di prendere forma...talvolta " straordinariamente ermetica". Grazie Romeo, un saluto a te. Arlette.
Molto molto bella e sentita "mano estroflessa...la Bellezza del Mondo", si belle immagini e sensazioni. Grazie Arlette.