Freddo e grigiore,
polvere e fango.
meditazioni indefinite
s’ annullano nella magnificenza
di una disprezzata penombra.
solitudine immobile
attraversata da nuvole.
colori umbratili ed evanescenti
come i toni di un paesaggio
disperso in nostalgici sorrisi.
l’aria è fredda
e il vento sibila
tra le foglie secche,
affastellate in impalpabili paludi.
rumore di mulinelli
fra mura ingrigite
e scrosci irregolari di pioggia.
sulle onde fiacche
di un lago diafano,
tra stanchezza di palpebre
e indifferenza di gesti,
si spegne la mia sete di verità.
fuori dell’uscio di casa
suoni tristi e rabbiosi
avvolgono la disperazione dell’anima
con parole assenti di anonima protesta.