PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 02/06/2014
Nella città di Cesena
si respira aria di festa,
macchine scintillanti
sfrecciano veloci

per raggiungere la propria meta,
preparata nei dettagli
da prenotazione telefonica
in ristoranti rinomati,

il sole bacia appena
le antiche e piccolissime dimore
di quel che un tempo fu
il centro per ogni direzione,

sfilano come fantasmi
schiere di indigenti,
per santificare la memoria
di una festività priva di senso,

cammino per le strade
ormai rese deserte
giunto a Porta santi
mi fermo un poco

a legger quell'epigrafe
ormai nera dal fumo
è la casa natia
del patriota Montanari

nessun ricorda più
chi egli fù in vita
e ne perchè ci rimise il collo
in compagnia di Targhini,

una rivoluzione dimenticata
per un altra più recente
con meno eroi
e tanti proclami spesso solo appariscenti,

meglio essere dimenticati
invece che far parte
di una certa parodia di libertà
che non è mai esistita,

il mio passo s'appresta a nuovo luogo
un altra epigrafe cattura la mia vista
sulla facciata rococò
del conservatorio musicale

si legge'':Qua alloggiò l'eroe senza patria
con la sua compagna''
è Gribaldi con la fuggiasca Anita
sembra che costoro siano stati solo raminghi

hanno alloggiato in tutte le direzioni
sempre ospiti e mai pagando,
di epigrafe cosi
ce ne sono a milioni,

quasi a voler dimostrare
che a rivoluzione
si preferì vacanza
per esser veri padroni della propria esistenza

in seguito al sacco di tutto il meridione
il nobile guerriero concesse
senza ribellione
beni e ori di quel che rimase di una nazione,

in cambio fu spedito a Caprera
in esilio e con pensione,
rimurginando il ricordo di quelle imprese
e meditando sul proprio fallimento,

giunto al centro
viro a dritta come un natante,
appare nella sua magnificenza
l'antica biblioteca di Novello malatesta,

esempio di come la cultura un tempo
fu considerata un pregio
e non come accade oggi
che insieme al consumismo culturale

ci si preoccupa più di fare cassa
per evitare un certo fallimento
già annunciato in partenza
perchè poco incline al sapere intero.

nelle strade assolate
si sente la voce roca
del cantante , che ripete e stona
le melodie profonde

dell'indimenticabile Faber
forse costui è inconsapevole,
ripetendo cose come un disco rotto
il De andrè vive nonostante tutto,

più avanti un viandante scalzo
legge il giornale con la ciotolina ai piedi
lui intento a leggere
ed ai passanti un grazie per la pena,

forse è stanco
e vuole riposare,
l'importante è far quadrar bilancio
per accedere alla cena,

magrebini in gruppo
ascoltano in silenzio,
esotiche melodie
la lontanza non è nel vento,

in queste occasioni si sente il doppio
perchè manca
quell'indignazione del passante
che rende più significativa quella fuga,

che dalla propria forma originale
e per mancanza di ogni prospettiva,
necessità di danaro
per vivere la propria vita ,

crudele è la festa in ogni caso
perchè i partecipanti sono pochi,
e gli altri ad attendere che giunga presto notte
per porre fine un poco all'indigenza,

fortunatamente esiste il sonno
in cui ognuno è dio del proprio cosmo,
nessun liberatore o santo
e nemmeno un permesso di soggiorno,

per sostare nel luogo immaginato
la libertà non è uno stato d'esistenza
essa vive in chi è consapevole
che tutto dipende dalla mente,

converrebbe dormire per tutto il giorno
cosi da non patire queste differenze
ma siamo nati per soffrire forse
o e tutto da ricostruire?

scegliete voi !

giuseppeciaravolo
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