Proprio oggi ho osservato un corvo...Stupenda. Buon fine settimana. Alessia
A chi ti ascolta...doni la parola del pensiero. Accattivante il tuo nero romanticismo. Anna
L'essere umano crea la sua malinconia, a volte la sua oscurità, chi invece si libera nell'aria può ancora dare il giusto valore alla luce che intravede ad oriente, la luce dell'alba. Sotto il peso di se stesso l'uno, lieve e irraggiungibile l'altro. Come messaggero può porgere un ausilio....ma bisogna saperlo ascoltare. Un monito, una lettura che valuta l'interno e l'esterno della gabbia lasciando di che riflettere. Arlette
significatamente molto bella , letta diverse volte per capirne la profondita' ,e sopratutto lasciamo volare in pace il corvo , saluto e buona domenica
Intensa e molto riflessiva ...sarebbe bello poterla rileggere infinite volte e poterne conservare le immagini stupende e le magnifiche metafore....grazie per questa lettura Andrea ...lo so sono sempre di corsa e non riesco a leggere bene e tanto un poco tutti gli amici e non ....ma quando passo non manco di rifarmi un poco gli occhi....Bravo....ti lascio un abbraccio ...
Grazie della profnda compresione cara arlette...sei un'ottima scritatrice...ti abbraccio, andrea
esatto, sempre tutti ad allontanarlo, almeno lui ci aiuta a comprendere...ciao paolo, andrea
l'importante che quel poco lo si legga con attenzione...grazie ti abbraccio sempr amica, mia, andrea
“Chi conosce sé non può desiderare il male, donde ne deriva il relazionarsi interiormente e andare verso l’altro da me” (cit.)da qui il bisogno di riconoscere pulsioni e desideri inconsci, sepolti nel mal-essere mai riconosciuto, mai ammesso. Ecco io mi soffermerei su questo punto del saggio che ha la virtù di farci riflettere sul bisogno di ciascun uomo di prendere in seria considerazione e intimamente lo studio attento e intimo delle proprie fragilità. Quanto del nostro agire infatti è dettato dalle paure inconfessate e inconfessabili e dalle insicurezze di non essere presenti a sé stessi, non strutturati a dovere. Da qui l’invito al viaggiarsi dentro badando bene di capire le paure e i limiti che nel viaggio e nel percorso di vita verranno presi in considerazione all’esame finale di ciascun uomo. C'è chi direbbe che c’è bisogno di non arrivare impreparati alla morte, c’è bisogno di farsi attraversare dall’inquietudine perché questa sia cassa di risonanza di un sentire vivo, una preparazione consapevole e dinamica alla vita e alla morte e quale miglior preparazione se non arrivare all’esame finale lucidi, dolorosamente consapevoli dei limiti ma anche delle conquiste fatte. Quanta luce, quale respiro nel rivendicare sé stessi davanti all’atto finale della morte, lasciando agli altri la nostra memoria, il nostro percorso personale in eredità, il nostro insegnamento ed infine il nostro affetto . Paradossalmente scoprendosi anima nuda e fragile ci si riveste del nobile mantello dell’umana fierezza d’essere, quell’essere uomo che piange e ride senza remore con lo sguardo attento all’anima pulsante. Un invito al viaggio dentro di sé per giungere all’unica vera Itaca : la percezione d’esser vita nella morte. (Rosaria Chiariello)
Questa tua poesia mi ha rimandato con la memoria a questa nota scritta da me in risposta alla lettura d'un saggio! Ciao Andrea!
Che saggio era? Mi incuriosisce davvero...comunque una nota davvero ben scritta, e capace di andare al profondo senza riultare noiosa...complimenti, e grazie anche per averla ripensata leggendo le mie parole...sono onorato, grazie,carissima amica ti abraccio, andrea
BELLA...BELLA E PROFONDA SU CUI VALE LA PENA SOFFERMARSI A MEDITARE....GABRIELA.
Grazie caro fabio per tutto quanto, ti abbraccio immensamente.....e grzie pure a te dolcissima gabriela, ti abbraccio, andrea