PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 19/05/2014
Inutile tendere la vela
quando la bonaccia domina
e vento non soffia
da nessuna parte

in balia della risacca marina
a cosa servono remo e timone
quando comunque
si finisce alla deriva?

oggi le campane
intonano un inno lento
è giunto il giorno
dell'ultimo compleanno

s'accompagna feretro
tra commozione e lacrime
tutto svanisce
poco dopo.

quella nonna grigia
si vedeva solo in primavera
come una tartaruga
che si sveglia dal letargo.

era in compagnia di una famiglia
cordiale e numerosa
l'armonia del ritmo della vita
le consentiva di partecipare

pur essendo completamente sorda,
e i pronipoti con i loro giochi
e i sorrisi rendevano quell'esilio
più sopportabile.

l'accompagnarono in quattro
come fosse un latitante
invitandola a lasciare quel rifugio
per altra sistemazione

inconsapevolmente e grata
per tanta partecipazione
si rese ben presto conto
che l'idillio era finito.

e che quel bene familiare
si trasformò in allontanamento definitivo
perchè nessuno vuol veder la morte
meglio lavarsene le mani.

giunta a dstinazione
s'accorse presto di quanta poca vita
le rimaneva da spendere
in compagnia di altri come lei

rifiutati dagli affetti
esiliati dalla vita
rinchiusi ancora vivi
in quei sarcofagi bianchi

che sono le stazioni terminali
di questa vita progredita
il treno non arriverà mai
perchè finirà prima la vita.

meglio far come l'indiano
farsi abbandonare
e attendere il trapasso
svegli e nella natura.

quando arrivera il mio momento
non voglio essere rinchiuso come un pollo
preferisco buttarmi giu in un fosso
e rompermi l'osso del collo

col mio corpo
ho gia deciso
nessuna lacrima
ma se è possibile

voglio essere concime gratis per piante
o cibo per i pesciolini
gratuitamente nacqui
e gratuitamente vado.

giuseppeciaravolo
  • Attualmente 4/5 meriti.
4,0/5 meriti (1 voti)

anche da morto essere utile ,questo scritto e' un istantanea ,un saluto

il 20/05/2014 alle 16:46

grazie gp per aver commentato questo pensiero unicamente a differenza di tanti altri che pur leggendo o sbirciando non lasciano nessun segno, forse una più attenta riflessione gioverebbe, quando gli argomenti sfiorano la realtà delle cose ,si evade celermente per altri lidi di amene e rilassanti considerazioni ,tutto per attenuare quel dolore nascosto che si vuole esorcizzare solo con un piacevole e momentaneo benessere , si consuma letteratura di questo tipo come legna da ardere per un fuoco che non s0accenderà mai., chi non lascia commenti anche brevi di critica o di apprezzamento è pregato di non leggere Astio.

il 20/05/2014 alle 19:35

IO leggo, Giuseppe, ma non sempre ho l'idea o la voglia o magari la possibilità di lasciare traccia della lettura, al di la di parole scarne e di maniera che non mi piaciono e che se possibile mi esimo dal''usarne. Questi tuoi versi trattano un argomento assai delicato e controverso e lo fanno con il tuo stile che toglie alibi e coperture andando dritto al ganglio della questione e toccando con i versi quelle decisioni che subite o prese segnano il definitivo chiudersi di una esistenza che pure era di affetti e di rispetto, io mi ci sono trovato, e per mia fortuna il treno è passato prima che diventasse inutile farlo attendere più in quelle stazioni a cui si arriva ma da cui nessuno parte più se non avvolto in un sudario di poliestere atossico e assai poco mesiricordioso, in un andare che è togliere il proprio disturbo e terminare di versare quella pigione che qulcuno deve pur provvedere sia essa denaro colpa rimpianto o assistenza terminale...Con i tuoi versi Giuseppe metti dita nelle piaghe e mica sempre c''e la voglia di guardarsi cos' dentro....sergio

il 21/05/2014 alle 06:09

Grazie Sergio per aver letto , commentato e apprezzato questo pensiero,leggendo poesie si può sempre esprimere se si ha voglia un parere o un opinione che non è mai inutile ,quando si è compreso l'argomento nel suo insieme il commento arricchisce il tema dando spazio a riflessioni più profonde.La poesia può aiutare a comprendere quegli aspetti interiori di noi tutti attraverso i quali esprimiamo le nostre sensazioni.

il 21/05/2014 alle 07:38

Quando gli argomenti sfiorano la realtà delle cose? Direi, piuttosto, che hai il dono di toccare con le mani e col cuore una realtà che molti ignorano in quanto scomoda. Un saluto. Anna

il 21/05/2014 alle 18:19

il tema più che scomodo suscita angoscia(l'origine di tale sentimento poi è d'esclusiva del singolo che la prova)...personalmente tra due ultimi tuoi che ho letto, questo è quello che ho preferito, lucido, senza "moralismi" ma schietto, descrizione e umie riflessione finale...mia nonna non la portammo mai in uno di quei posti di "morte accelerata" di comodo uso a chi all'affetto preferisce se stesso, poi vabbè vanno distinti casi e casi, ora si parla di ordine generale in cui spesso avviene quanto descrivi...bravo, e se non ti commentano, nuovamente credo non dovresti curartene più di tanto, è una libertà pure quella...ciao giuse, andrea

il 22/05/2014 alle 01:23

Grazie Anna per aver letto e commentato questo scritto

il 22/05/2014 alle 07:25

Grazie andrea per aver letto e commentato questo pensiero, ho notato però che dopo aver fatto io il primo commento su questo scritto , se ne sono aggiunti altri quasi come quel commento volesse invitare forzosamente a scrivere comunque qualcosa.Non è l'autocompiacimento l'obiettivo che perseguo e ne quello di voler imporre di scrivere commenti.Più volte in diverse occasioni con un pubblico direi anche abbasatanza preparato ho dovuto spiegare per ogni verso , il significato di una mia poesia perchè qualcuno non riusciva a trovare la chiave di lettura( come se fosse un codice cifrato) , puntualmente ho sempre argomentato questi miei pensieri perchè l'opera stessa nasce nel suo complesso da un profondo lavoro introspettivo dove immaginazione ,contingenza degli eventi, sensazioni e sentimenti danno corpo a queste mie considerazioni.A volte posso apparire un tantino pesante perchè uso la poesia per dare voce a quelle realtà che spesso ignoriamo o scartiamo a priori senza chiederci il perchè.Qualcuno mi ha anche invitato a scrivere meno perchè secondo costui non si può o non si deve scrivere una poesia al giorno( cosa che accade raramente nel mio caso). Ma secondo quale criterio uno stabilisce di sentire un giorno e di non sentire un altro?Ti lascio immaginare la mia risposta anche in questo caso ho suggerito a questa persona di tentare di vedere e considerare l'arte (poesia in questo caso)non come un qualcosa di compiuto e limitato ma al contrario qualcosa da approfondire e continuare ad approfondire magari anche criticando il messaggio .ciao andre ti ringrazio

il 22/05/2014 alle 07:57

una poesia intensa per un argomento che i piu'rifuggono ma che tutti dovremmo bene avere davanti agli occhi.belle similitudini marinella

il 22/05/2014 alle 08:00

Grazie marinella per aver letto e commentato questo scritto, esorto ognuno a conoscere e poi decidere di ignorare o meno secondo i propri gusti.un saluto

il 22/05/2014 alle 12:58