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Pubblicata il 14/05/2014
Non ci sarò stasera, e né domani,
sonia, per volontà di Dio bulgara
e per volere degli uomini prostituta,
che m’hai offerto più volte per sfamarti
le tue arti all’albergo o a casa tua.

E mi hanno turbato; e ho vacillato
all’idea che sarebbero tornate a sfiorare
mani e labbra di donna la mia carne
e la mia pelle… Ma senza desiderio,
senza i fremiti di una nudità cercata
e svelata di nuovo all’innocenza,
senza vortici e vertici di abissi
e senza oblii… “No.” “Perché?”
“Non le faccio queste cose.”
“Perché?” “Mi dispiace molto per te.”
silenzio. “Non so neanche come ti chiami…”.
ho taciuto. Silenzio.
“Ti chiamerò amore!”, mentre te ne andavi.
e un’altra sera, e un’altra sera ancora:
“Amore”, “Amore!” da lontano.

Lì, al mio paese, nella madre Apulia…
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particolare scritto ma bello,un saluto

il 14/05/2014 alle 18:16