PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 10/04/2014
Annali millenari narrano di voci scomparse
che zingari del bosco conservano tra le labbra
Ti sfido ora ad andare laggiù; ci andrai tu?
L’ho chiesto già al divano che da anni non s’alza più,
ti sfido allora a correre laggiù, a rubare il segreto
che nessun umano oramai ricorda più...

Comincia il viaggio dell’umano acciaccato,
aspira al segreto che il mondo ha dimenticato
l’ulivo dentro al becco o la falce di Saturno
Un’altra sera è scesa sulle facoltà dell’oratoria
e don Donato riposa sull'amaca che dondola;
Divano oh cantami delle mille serie alla tivù,
dell’uomo abbarbicato ai canali per non pensare più
con la barba che scende giù e cresce sempre più
come le città dei racconti degli zingari muti
dove Sally suona un tamburello e ripete a tutti:
- Resterò quaggiù, dite alla quercia che non tornerò -
S’allunga il viaggio dell’umano accecato,
chissà se quel segreto finirà mai col vederlo
o farà come un dio che finì col venderlo
Giunto in silenzio ad un sogno così iperreale
ascolta il venticello soffiare al contrario
sulla verità divenuta fatto totalmente surreale
Macondo capta est da una memoria che muore
in una sveglia a voragine che riporta alla luce
l’incesto naturale del legame famigliare,
autodistruzione d’una morte che chiama amore:
- Dannato il dolore mai seppellito dal cuore -
Dislocazione sensoriale dissociazione cerebrale
il risveglio come un nudo tornado del deserto
che investe la storia raccontata dall'anestesista

Attraversando la selva di Tongue fino all'ultima corona dentaria
ha salutato le reali corti batteriche protette dai cavalieri di smalto
In quelle terre impervie di bugie trattenute, di irresolutezza morale
ha compreso l’apatia dell’uomo contemporaneo e l’anarchia di Io:

Le troppe conoscenze ammutolite per sembrare filosofi misterici
sono grida mentali di quei poveri che hanno ascoltato il televisore
preferendo scordare la prosa poetica sullo scaffale da incendiare
e che ora stanno in fila per il cibo col barbone che avevano deriso
Le canzoni mai citate perché nessuno che ne comprenda il senso
si è mai affacciato realmente ad ascoltarle preferendo la visione
dei filmati d’amore dove tutti fanno un sorriso e si toccano il viso
mentre le note in sottofondo ripetono di ritornare al nazionalismo
Il ragazzo solitario seduto in mezzo al prato del temporale vicino
mentre lento s’avvicina l’amico per scovargli il pensiero più nero
colla videocamera scampata all'eccidio tecnologico del 2milae1
quando tutto s’è rivoltato afflitto dalla punizione del Ground Zero

...qualcuno che affoga nella saliva
- Ultimo viene il corvo -
ed ecco che un pensiero già grida...

Io insegue la libertà di pensiero, esegue la limitazione
del pensiero
immantinente sorride come l’educazione impone ma senza remore
Io insulta la persona che lo ha salutato non appena
svolta l’angolo
francamente vuole che la gente veda gli spigoli celati da una curva
Io gradisce la visione dell’illusionista che ripete a tutti:
- C’è il trucco -
decisamente sparla in italiota ma non sa un vocabolo del dizionario
Io affida la parola al poeta e al visionario che nessuno
ascolterà
finalmente sceglierà un partito in cui sperare per potere naufragare
Io esegue la libertà di pensiero, insegue la limitazione
del pensiero

...qualcuno che affoga un pensiero
- Ultimo viene il corvo -
ed ecco che già grida nella saliva...

L’apatia dei peli sulla lingua si crede sia guarita
restiamo a controllare che nessuno ci possa salvare
l’apatia dei peli sulla lingua si riempie di saliva
restiamo a controllare che qualcuno ci possa salvare
l’apatia dei peli sulla lingua sì, governerà la vita

Evviva Viva è viva evviva Viva è viva evviva Viva è viva

Il viaggio ha inizio dove finisce un po’ tutto
l’umano accucciato si riscopre sempre sperduto
come l’ominide che vide il fulmine lampeggiare
e l’ira del fuoco che non si conta più con la lira
che l'Iva s’innalza cantami oh diva del pio Tiggi
quelle pensioni d’oro e l’euro dai buoi sparsi
che rubando la gonna a un ebrea sing Dona Dona
e dondolato sull'amaca riposa don Donà
mentre l’alba sale sull'oratorio senza novità

Annali millenari narrano di luci scomparse
che sigari nel bosco accendono tra la sterpaglia
Ti invito ora a provarne uno; vedi pure tu?
Me lo son chiesto sul divano da cui non m’alzavo più
ti invito allora a provarne uno, a fumare il lampo
che nessuno umano per ora fissa più...

(2012).A.G.
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Particolare e graditamente letta! Sir

il 10/04/2014 alle 20:56

nell'arguta profondita' ne apprezzo lo scorrere delle frasi ,ottimamente piaciuta nel particolare ,un salutone

il 10/04/2014 alle 21:15

bella. riletta bella. ciao.

il 11/04/2014 alle 18:00

grazie Mauri, ciao^^ buon week-end

il 12/04/2014 alle 13:41

sì, forse un po' troppo articolata ma non mi sentivo di mutarla più di tanto...grazie delle tue parole paolo, andrea^^

il 12/04/2014 alle 13:42

grazie gianni, ciao^^

il 12/04/2014 alle 13:42

A te! Grazie ! Sir

il 12/04/2014 alle 13:50

Questi i passaggi che sono il cuore della poesia: ha compreso l’apatia dell’uomo contemporaneo e l’anarchia di Io Io insegue la libertà di pensiero, esegue la limitazione del pensiero Io affida la parola al poeta e al visionario che nessuno ascolterà Andrea è così! L'apatia, la falsa anarchia che inganna, l'illusione di poter essere pensiero quando in realtà siamo limite, la missione del poeta alla parola inascoltata e tradita, la visione confusa per follia! C'è tutto non manca nulla! Complimenti caro! ^ ^

il 13/04/2014 alle 23:27

Ciao Mauri, ^^

il 29/04/2014 alle 16:28

hai colto nel segno...grazie grazie grazie, ti abbraccio, andrea^^

il 29/04/2014 alle 16:29