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Pubblicata il 06/04/2014
il mio paese acquisito
non per scelta per forza di causa
dove regna l'ipocrisia piu'
assoluta e' una profonda anarchia
maschile.

dove l'uomo la fa da padrone
imponendosi sul piu' debole
non solo nella vita
ma nella propria casa
come se tutto gli e' dovuto
per un diritto di causa.

dove le donne meno emancipate
subiscono le loro angherie
in silenzio senza un briciolo
di orgoglio o di dignita'.
si pensa che l'omerta' sia
tra la gente che ci vive
si trova anche dentro casa
stessa.
e' le generazioni crescono nel tempo
con pochi mutevoli cambiamenti
le radici sono cosi' profonde
che ci vorranno secoli per estirparlo
questo diritto che hanno imposto.

giustificano tutto perche' l'uomo e' uomo
e' la donna deve stare al suo posto "muta"
un passo indietro. non puo' stare allo
stesso passo suo

l'orgoglio di maschio non accetta
questa condizione.

li dove ogni tradimento viene giustificato
con un proverbio antichissimo ( l'uomo e' cacciatore)
ed ogni ribellione e' vana .

quei pochi che si ribellano ne pagano un dazio
veramente alto .
con denigrazioni, calunnie,ed altro genere di angherie.

li dove se sbaglia una donna viene ripudiata
non degna di quell'uomo cosi' fiero della sua
mascolinita'.

e' quando dopo tutto il subito si ha la forza di tagliare
col passato la gente rompe quel muro di omerta'
raccontando il saputo .
ormai che senso ha sapere e' solo una grande ipocrisia
dettata con mala creanza nel veder soffrire il prossimo
ancora di piu', mentre ognuno cerca di raccogliere i cocci
di cio' che rimasto di buono .

son 23 anni che ci sto, mi dico sempre:
se mi sarei fatta 20 anni di carcere sarebbe stato meglio.
mi sono sempre sentita estranea a tutto quello
che mi circondava e' sopratutto al padrone che avevo,
rinchiudendomi in un mondo mio, dove a nessuno era permesso entrare.
adesso non ho piu' padroni ma devo starci .
ma questa estraneita'
adesso non la soffro piu, ne sono fiera del mio coraggio
vado contro corrente infischiandomene di tutto
e di tutti...

(questo e' uno spaccato della sicilia dove ancora regna il "potere do masculu" sicilianu)
sembrera' assurdo "e vero"

riproposta
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Ciao Rosa, peccato che non posso offrirti delle rose per quello che hai scritto perché già sei tu una rosa. Credo che il tuo paese acquisito abbia bisogno anche di te e sono certo che con il tuo fare e il tuo carisma troverai l'uomo che condividerà i tuoi sentimenti e non... lù masculo padrone. Piaciuta molto questa tua denuncia, un caro saluto eclisse.

il 06/04/2014 alle 16:33

Anche io sono terrona. Calabrese. Non ho avuto la sfortuna di vivere le situazioni da te descritte. Certo, anche qui u masculu è masculu, ma ci sono pure fimmine che sono fimmine.... Se vivi così male tutto quello che ti circonda è un uscir pazzi!

il 06/04/2014 alle 18:57

bisognerebbe, tanto per iniziare, sradicare la mentalità "facilona", di chi vede solo nord e sud, "terroni" e "polentoni". Ma purtroppo temo sia un male tanto profondo quanto invisibile a volte, il pregiudizio che ottenebra la mente e che non giova veramente a nessuno. Riguardo alla mentalità arcaica che la tua poesia riporta, più volte essa è frutto d'ignoranza e di una presa alla lettera dei cosiddetti ruoli patriarcali, che altro non fa se non instupidire menti già traviate dall'illusione di avere il comando, unito al tacito consenso di certe "madri di famiglia". Sarebbe ora di sradicare via quest'impalcatura di pensiero; ma solo ai pochi" coraggiosi" come li definisci tu, spetta il compito probante di assimilare nuovi schemi di essere, nuovi modi di stare tra la gente. A scriverti è un siciliano che tiene salde le sue radici, ma che confessa a sé stesso l'estraneità da quella viltà d'animo, che in questa terra rigogliosa ha assunto spesso forme brutali e dolorosamente silenziose. Un saluto, fra

il 06/04/2014 alle 23:46

un tema dove la razionalita' latita ,che la forza sia sempre con te ,fino a farti trovare una condizione giusta per il tuo essere donna ,purtroppo dietro l'emancipazione si nascondono ancora problemi arcaici,un salutone

il 07/04/2014 alle 19:36