Sapevo gia' che sarebbe
arrivata quell'ultima Luna.
me ne accorgevo vagando
per quelle immense terre,
osservavo imponenti e
sconosciuti Cavalieri.
essi lucidavano e affilavano
quelle pesanti spade,mentre
mastri Fabbri ferravano possenti
cavalli.
in silenzio osservavo gli immortali
ritornare giovani
vedevo la Morte affilare infinite
falci,oliare le gigantesche ruote
di quei cupi carri.
nessun cigolio tutto doveva
avvenire in silenzio, la sorpresa
non avrebbe permesso salvezza.
quella notte sarebbe stata la piu'
lunga,mai donata dal tempo
all'umanita'.
la scacchiera era gia' pronta e
sul calar della notte in un triste
incanto tutto comincio'
ai Cavalieri furono donati i
quattro angoli del mondo,e li solo
li ,avrebbero riunito e protetto i
puri.
agli Immortali l'arduo compito di
riconoscere i puri,essi erano gli
unici che da millenni vagavano
sulla Terra.
quando tutti furono messi nelle
incontaminate Terre, si diede
libero sfogo alla Morte.
e cosi' nella notte urla strazianti
si levarono sulla terra,i corrotti
i malfattori erano gli unici a solcare
le infinite vie.
fiumi di sangue scorrevano nelle
pianure come nelle montagne,
il carro scorrazzava tra Paesi e
citta'.
quella volta rimasi impietrito perche'
alzando la testa al cielo , vidi la Luna
dipinta di rosso.
istigato da Sir nel senso
buono