Di lei,
mi resta la fragilità
di quelle ultime sere,
quando fuori,
l’inverno,
copriva
piovose giornate
di grigio.
di lei,
il piglio severo,
di chi ha lottato
con la propria esistenza,
senza mai riuscire
a riposare.
di lei,
mi resta quell’immagine
il cui rombo di tempesta
non ho mai capito.
la osservavo chiedendomi
se era mai stata madre,
ma ho sempre vissuto
senza riuscire a farle capire
che non volevo le sue viscere.
e’ uscita dalla mia vita,
ed ora, dopo lei,
solo quello strano silenzio,
passata la tempesta.