Vane gli furon quelle parole
che al tempo sembravan sincere,
e che crollate con sì tanta mole
ormai parvon come chimere.
Notti insonni a partorir la mente stette
sul talamo solingo indugiando,
e negli occhi suoi come saette
a sgorgar lacrime vane scrosciando.
Triste Fato, pensieroso Futuro
dal firmamento su di lui caduti,
colma di spazi ormai canuti
la sua memoria fu rinchiusa da un muro.