Cara amica,
leggera,
come di farfalla,
rapido il batter d’ali,
vorticosa,
come onda,
di spuma si ritira,
perlacee rifrangenze
a placare nei volti
sofferenza, paura, solitudine.
cara amica,
noi, d’un tempo, giovani
a condividere speranze e cecità,
i lunghi antichi inverni,
di cui ci era ignota sovranità.
presto, sfiorì tra le mani
anche l’ultima primavera,
ma di quel furto,
orgogliosi,
mai serbammo rancore,
malinconico il coraggio
nel negarne la vanità.
presto, ti sei fermata,
cara amica,
sul ciglio della strada,
il mio braccio ha sorretto
per un breve tratto,
il passo incerto,
le tue stanche ali.
solo ora capisco
quella ferita sul tuo volto,
a separarti dalla fede
da quella vita,
che,sulla bianca spuma d’onda,
muoveva quelle ali.
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