Ti aspetto
ansioso, seduto sulla lancetta lenta delle ore.
sento gli organi in tumulto,
il fegato eroso mena biliosi fendenti,
i polmoni alterati sbuffano come geyser,
il cuore modula un ritmo incontrollato,
e la mente mente continuamente a sé stessa.
ti aspetto,
il sangue scorre come i torrenti
nelle piene dopo la tempesta,
e i muscoli dolenti di acidità
cementano la rigidità delle articolazioni.
affiora la menzogna della mente
nel fondo delle pupille stralunate,
e prende forma inequivocabile
la desolante verità.
ti aspetto
frenando lo scorrere delle ore,
ma non percepisco ancora
la tua agognata presenza.
ti ho aspettato invano questa notte,
o morte benigna e invocata,
che dal dolore mi devi salvare,
dalle memorie mi devi liberare,
dai tristi rimorsi mondare,
e da questa interminabile attesa affrancare.
ti aspetterò ancora,
non rifiutare il mio flebile richiamo
e con lieve sospiro portami via
da questo corpo sciagurato,
da questa vita insensata,
da questa esistenza inesplicabile.
ti aspetterò ancora,
ansioso, seduto sulla lancetta lenta delle ore.
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