Nel calice piatto
della notte,
invisibile è il cielo
e se qualcosa cade
da lassù
potrebbe finirti dritto
sulla capoccia
speriamo siano foglie morte
o piume d'aquile vive
ma piuttosto che un meteorite
una di quelle mefitiche
stelle cadenti
meglio una merda di piccione
o l'umida bruma
o un acquazzone.
comunque
sto nella cuccia
calda e pelosa
con la ciotola a forma di damigiana
e un ampio cappello di tegole
a ripararmi sommariamente
dalle asperità dell'esistenza
ripensando agli argini estivi
di un rigagnolo domestico
dove i balocchi scorrevano
marroni e galleggianti
non proprio profumati
a forma di cadaveri nemici.