Dopo alcuni mesi
di intensa passione virtuale
che calcolati assieme facevano
un anno tre mesi due settimane
un giorno cinque minuti e poi
cronometro alla mano 24 secondi
con alcuni picchi che
sfioravano, anzi, superavano
di gran lunga il demenziale
finalmente si videro.
senza troppi preamboli,
lui le ficco la lingua in bocca
ma, aimè, la trovo sbarrata
da una robusta batteria di denti.
negli occhi del tapino comparvero
due fluorescenti e pulsanti
punti di domanda.
subitanea la risposta
della gentil donzella:
scusa, ma sono
in modalità strandard.
e che cazzo vuol dire?
ah, voi uomini non potete capire.
grazie per avermi dato dell'uomo
già mi ero configurato coglione.
comunque, visto che amo
le storie a lieto fine
i due presero un caffè
al bar della stazione
mentre la bruma dell'alba
inargentava i fili d'erba
scomposti e disperati
lungo le rotaie
e si salutarono con fair play.
vissero per tutta la vita
ognuno per i cazzi suoi.
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