PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 26/09/2013
scorre il treno della memoria
vergato dall’inchiostro delle azioni
indelebili segni
punti d’inizio d’una nuova storia
nel marasma delle infinite strade
che portano ai caselli del caso...
m’affaccio
aprendo la finestra della mia esistenza
sul mare della vita
percependo e gioendo dell’immensa fortuna
d’averne degustato il
sapore
udito i
suoni
visti i
colori
toccato le pagine del
calendario
sniffato la fresca
ebbrezza
sopportato i pesanti
pesi
vituperato le orride
nefandezze
ed evitato il fetore dell’altrui
morte...
brucia
si consuma
la candela del mio vivere
squagliando i ricordi nel moccolo del
nulla
spargendo le bollenti lacrime
di tempi oramai passati
nel tremulo crepuscolo
d’uno sfavillìo evanescente.
brucia
la cera del mio corpo
vergata dai rigagnoli di se stessa
nel caldissimo crogiolo
delle lancette del
tempo.
ma...
lo stoppino esile filo
dell’anima mia
è ultimo a morire...
lascerà un tenue alito fumoso
a sfidare le tempeste
dei tempi futuri...
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Davvero una visione apocalittica, ma son sicura che quel rovente moccolo darà ancora del filo da torcere! Belli i versi, il lessico e la struttura. Ciao patty

il 27/09/2013 alle 06:59

Molto bravo, Francesco!

il 27/09/2013 alle 10:00