Fin da ragazzo il suo sogno
era d'avere una cane
mica una bestiola qualunque ma
un pastore tedesco con tanto di pedigree.
il desiderio s'avverò allorchè
grazie alle paterne conoscenze ebbe
un ottimo posto da casellante ferroviario.
il suo fantastico lupo era
tutto o quasi tutto per lui:
gli mancava solo una compagna che trovò
sotto le spoglie di docile sartina
che viveva con la vecchia madre.
il cane rimase silenzioso per qualche giorno
ma poi cominciò
sulle prime in modo flebile e quasi timido
ma, treno dopo treno
sempre più esasperatamente virulento.
iniziava ad abbaiare mezz'ora
prima dell'arrivo di un treno e
continuava imperterrito per un'altra mezz'ora.
fu a causa di ciò che quasi dopo un anno
il dolce casellante cominciò a manifestare
i primi segni di squilibrio: prese a coltellate
diverse pecore del vicino campo.
il colpevole non fu mai trovato.
e il cane continuava ad abbaiare.
così un giorno soffocò
la vecchia madre di sua morosa
mentre ella era assente.
aveva un alibi di ferro di traversine
e il colpevole non fu mai trovato.
il cane continuava ad abbaiare.
voleva un gran bene a sua morosa
quasi un decimo di quanto ne voleva
al suo splendido esemplare canino,
perciò soffocò i suoi genitori
durante il sonno.
vanamente si cercò l'assassino.
la bestia c'aveva preso gusto:
rari i momenti in cui s'acquietava
per il pasto o per un breve riposino.
dovette, giocoforza, uccidere la morosa.
l'omicida non fu mai trovato.
e nemmeno sua morosa.
infine fece deragliare un treno passeggeri.
molti i morti tra cui: donne, bambini,
invalidi civili e militari, vecchi, benestanti
alcuni uomini sfaccendati e anche
un convoglio di tacchini.
venne incriminato e ingabbiato a vita.
in gattabuia non stava poi così male ma
gli mancava, non tanto il suo cane
ma l'abbaio dello stesso.
fu a causa di ciò che riuscì
trovandosi un giorno al cospetto
del direttore del penitenziario
a mollargli una testata sulla trachea
di tal violenza da lasciarlo esangue.
da quel giorno solo potenti sedativi
potevano farlo smettere d'abbaiare.