Un giorno fui baciato
dalla Dea Fortuna.
mi fece scivolare la sua linguaccia
viscida e biforcuta fino alla trachea.
le dissi grazie tante ma
scusa se mi permetto, invece
di fare la maiala con me che
a momenti mi soffochi oltre
ad un impellente bisogno di vomitare
non potresti mollarmi un paio di milioni?
mi osservò beffarda
coi suoi mille occhi ciechi
e repente strisciò via
finchè non rimase di lei
neanche il più pallido sentore.