PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Utente eliminato
Pubblicata il 17/11/2002
Apro gli occhi
un risveglio
dopo una notte tormentata
da sogni di cattura...
..non riconosco il posto.

Provo a fare due passi
nella speranza di ritrovare il gruppo
mi aggrappo a finti alberi
di odori familiari nemmeno l'ombra.

Reti metalliche mi ingannano
frenano la mia ricerca
invani sforzi e cadute a terra
logorano il mio corpo.

Mi rialzo non capisco.

Rumori assordanti
entrano in testa
ho paura urlo
agito le mie lunghe braccia
mostro i denti
drizzo il pelo
corro in lungo e in largo
lasciando dietro di me solo polvere.

Catturato umiliato deriso
dimenticato
per il resto dei miei giorni
lancio l'ultimo grido
evocando ancora una volta
gocce di libertà.

Pioggia
ott.2002
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milel votle mis onos entita in gabbia nella mai vita ma poia ho capito che basta gaurdare la cosa da una visione diversa ester

il 17/11/2002 alle 08:17

Carina questa tua poesia, più che altro per l'impressione che reca al lettore, di chiuso. Ed è vero che molte volte capita di sentirsi in gabbia...Il pensare troppo mi fa sentire in gabbia, a volte....Però è vero che basta guardare le cose da una dimensione diversa...

il 17/11/2002 alle 10:03

Cronaca di una cattura vista dall'altra parte. Piena di sensibilità. Si dovrebbe esercitare più spesso l'arte di dare la parola a chi non l'ha, perchè da arte diventi costume e da costume diventi pelle. Oppure una specie di osservazione di secondo ordine, un "licantropo" che sogna di sognare che è solo un sogno.
A presto Terry

il 17/11/2002 alle 20:58

grazie mille e sei molto gentile

il 18/11/2002 alle 06:05

Accetto l'invito, ed è un' eccezione :-) poiché questa settimana non potrò essere presente sul sito e questo è l'unico commento che farò. La poesia fa percepire l'intensità di un disagio, il vuoto o, meglio, il pieno in potenza del sé irrigidito in una inanità di elaborazione che deriva dal profondo senso di solitudine, mi pare, e di isolamento della persona. In questo l'angoscia dell'incubo nell'incipit del brano, che poi si svolge con buoni e incisivi contenuti, ancora piuttosto prosati, e con un ritmo segmentato che ritengo essere stato scelto di proposito a sottolineare la "frammentazione" dei moti dell'animo che rendi. Suggerirei lo sforzo di una maggiore astrazione, idealizzazione lirica, creatività di espressione nell'uso della parola, per connotare meglio lo slancio poetico e liberarlo dalla dimensione - come in questa - un po' del racconto.
Personalissimi suggerimenti Pioggia, che devono trovare corrispondenza naturalmente con la tua sensibilità e vocazione artistica :-)
Un caro saluto e alla prossima settimana.
Max

il 18/11/2002 alle 14:40