Dubbi ed ombre
perplessità continue
il cammino si snoda tortuoso
spento il riso
vuoto di lacrime
il pianto.
giorni si sommano opachi
sull'animo spento
la vita non vede albeggiare
alcuna certezza.
eppure intorno è colore
nei volti si legge il calore
s'avverte il pulsare
la forza di stimoli intensi.
come onde ritmiche
si stendono e si rapprendono
l'altrui passioni.
e non mi toccano.
vuoti i pensieri
come ombre di vita
si perdono in me
ingigantiscono a volte
si sdoppiano incerti.
si staglia nella nebbia
di strane convulse illusioni
il desiderio d'amare
un bisogno improvviso
che subito forma dolore
un rimpianto di pace
che vomita inutile oblio.
chi sono, che voglio?
mi avvolgo in frasi banali
vestite in chiaro di falso
sorpresa è persino la voce
da tanto stupore perverso
che avverte al suo suono.
in disegno nebbioso di corpo
passano accanto l’ore
che ebbero un risvolto di vita.
sono ancora un uomo?
(1965)
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