I soliti idioti, quando vanno via non chiudono la porta.
mai. Ci fosse una volta.
e poi parlano tanto.
non sanno quello che dicono eppure continuano a dirlo.
pazienza, pensa l’oste strofinando il bancone.
non c'è verso di fermarli comunque.
la maga ha la voce da bimba, e gira le carte una a una
il chitarrista ha l'aria da genio,
l'ha presa a noleggio e lo sa.
sorride più spesso che può,
sorride per non cacciarsi nei guai.
arianna che vive in penombra
dall’alto del suo asso di spade,
aspettando che il suo stomaco esploda
lo guarda con i suoi grandi occhi blu.
la maga ha la voce da bimba, e gira le carte una a una
giovanni ha davanti una birra e si chiede perchè non gli va.
guarda la porta, ogni tanto. Ha l’aria di chi aspetta qualcuno.
poi beve per andare più a fondo, trovasse qualcosa laggiù,
il fiato di novembre sul collo, due soldi a bruciargli otto ore.
la maga ha la voce da bimba, e gira le carte una a una
il vento è più forte che mai,
il cielo è chiamato a raccolta,
fuori c'è qualcuno che parte, chiuso in una giacca pesante.
"Fratello" pensa "stasera non vengo.
quello che so è qua, stretto in un pugno,
quello che ho è in una sacca di tela.
non pesano molto, né l’uno né l’altro".
la sua schiena è un'ombra distante oramai, sfiora la notte, quasi scompare.
un attimo solo e già non c'è più per davvero.
il vento tutto un tratto si ferma.
poi ricomincia di nuovo.
la maga ha la voce da bimba, e gira le carte una a una
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