Mi ero lavato i denti
davanti allo specchio
saranno state le 8 di mattina
poi ero sceso giù in cucina
cercando senza successo
di fare colazione.
stomaco ribaltato, testa ribaltata,
mio fratello da qualche parte,
ma vai a sapere dove,
pioggia alla finestra
un cielo dello stesso grigio piombo
da tre giorni.
la televisione andava a tutto spiano
e dentro c'erano due bambini morti.
erano bruciati vivi in un campo rom,
la notte scorsa
nella periferia di Roma.
di seguito era esplosa una caldaia in qualche posto
e il botto si era portata via una casa e mezza.
comunque il marito era grave e un po’ cornuto
la moglie era senza un graffio e sospettata.
ho spento la televisione
prima che si decidesse a far fuori anche me
ho buttato via la colazione
ma l’ho proprio fatto giusto in tempo:
“Dlin dlon”, arriva qualcuno o,
come si suol dire,
ecco che suonano alla porta.
erano un uomo e una donna
parlava solo lei, l'uomo invece annuiva e sorrideva spesso
come se fosse contento o come se invece
fosse un mezzo idiota.
la donna mi ha gentilmente detto che l'ora è vicina
e mi ha informato che io sono fregato.
ho ringraziato e ho preso qualche opuscolo a colori
mentre l'inferno ci si faceva addosso.
poco più tardi mi ha telefonato un assicuratore
uno che conoscevo ai tempi delle medie.
“Come stai? Cosa fai?
Ti metti ancora le dita su per il naso?”
“E tu che cazzo vuoi?”
a sentir lui:
1) entro breve mi spezzerò un braccio o una gamba
2) verrò centrato in pieno da una macchina impazzita
3) mi staccherò una mano con una sega circolare indemoniata.
4) Cadrò in un crepaccio da quota 4000
“Non c’è problema, io vivo al mare” dico io
“Io anche ” dice lui “ ma non si può mai dire”.
ho riattaccato più alla svelta che ho potuto
prima che attaccasse lui a parlarmi del mio stesso funerale.
in mancanza di meglio sono uscito con la macchina
ma tutto era grigio e molle,
come fosse stato
cartone bagnato e stracci sparsi ovunque.
giuro che c’ho provato e riprovato
ma non c’era proprio niente di bello da vedere.
così ho puntato dritto al bar
dietro la curva e vicino alla questura
e poi una volta arrivato lì davanti
c'ho badato venti minuti tondi a parcheggiare.
la barista da dietro il suo bancone
era presa in mezzo a un gran brutto litigio
con una signora orrenda dai capelli gialli
i capelli gialli che erano orrendi più di lei.
la signora urlava
ma non si capiva bene cosa
ha sbattuto giù un po' di tazze
ha buttato per terra lo zucchero in bustina
poi c'ha mandato a fare in culo
tutti quanti
e di seguito si è dileguata,
lasciando fumo azzurro
che forse però vedevo solo io
e un cattivo sapore sparso
un po’ dappertutto
come fosse un anticipo di morte.
buongiorno, ho detto
buongiorno un cazzo, ha risposto la barista
che a dire il vero non aveva nemmeno tutti i torti
perché tutti i torti non ce li ha quasi mai nessuno.
in qualche modo sono riuscito ad afferrare un caffè al volo
evitando gomiti alti e calcioni rifilati alle caviglie
mi sono seduto al tavolino d'angolo
ho buttato un occhio sul giornale
e non c'erano novità sostanziali
infatti:
1) a quanto pareva la crisi internazionale
non avrebbe mollato
nemmeno per quel giorno
e quello che potevamo fare noi
era tifare per l'esercito del bene
poi
2) un calciatore finalmente confessava
pressato dalla stampa e dagli sponsor
di non saper ne leggere, ne scrivere
a far di conto giusto solo un po’.
3) La valletta coscia larga tette grosse
diceva che l'avevano incastrata
con tutto che all’amore ci credeva
e ai proverbi della nonna contadina.
4) Nel frattempo il presidente del consiglio
aveva perso per strada
il secchio grande e la ramazza.
in quelle condizioni
dichiarava ufficialmente
era impossibile
pulire fino in fondo un pavimento.
per farla breve, tra un massacro
e un incidente probatorio
mi ero accorto che era passato mezzogiorno.
mi sono alzato
ho pagato e sono uscito nella pioggia.
ho recuperato la macchina
e una multa per divieto di sosta
che avrei saldato entro 7gg con il mio assegno
di disoccupazione a requisiti ridotti
gentilmente offerto dal welfare
ma tu chiamala, se vuoi,
elemosina statale.
sono partito e mi pareva di vivere sott' acqua
da sei mesi.
ero sovrappensiero un po' per la multa
un po' per la pioggia
un po’, devo dire, per la striscia di Gaza
così all'incrocio
per un soffio non tampono una vecchia
che aveva inchiodato di colpo
per non cacciare sotto un gatto spelacchiato.
“Signora cosa ne pensa di Gaza?”
“Che cosa ne pensa della bioetica?”
“Dio è morto o sta solo nicchiando?”
“Signora io sono morto o sto solo scherzando?”
alla fine sono arrivato sotto casa incolume.
lo stesso spero per la vecchia,
lo stesso spero per il gatto spelacchiato.
sono andato in bagno e mi sono lavato le mani
così, tanto per passare un po’ di tempo
e anche per non farmi
sorprendere lì a far niente
da dio, patria
famiglia, ictus,
tumori alla prostata
femminicidio, spred
cambiamenti climatici,
germania inflessibile,
cina che se ne sbatte
nuove economie emergenti,
cinema 3d, tv hd, flash mob,
rapper italiani che,
social network, smartphone, smart people,
psicologi per cani e insomma, avrete capito,
tutto quello che pare a voi,
tutto quel cazzo che vi pare a voi.
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