PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 18/05/2013
Si potrebbe cominciare da qui, dice lui
lei lo guarda, non dice granchè, si vede che pensa ad altro o che al limite non le importa
si potrebbe fare in questo modo, spostiamo questo, tiriamo avanti quello
altrimenti possiamo anche buttare via tutto, per me fa lo stesso.
tutto è troppo, dice lei
niente invece è troppo poco, dice lui ma lo dice così, tanto per dire qualcosa,
bisognerà pur dire qualcosa, pensa.
però questo lo tiene per se perché forse non è nemmeno vero.
che cos’è una finestra? Pensa ancora, ma anche questo lo pensa così,
tanto per pensare qualcosa
mentre nel frattempo si siede, cerca le sigarette, ne prende una e poi fuma
senza dire più niente, pensando appena un po’.
non dovrebbe fumare.
che cos’è una finestra? Una finestra è quasi sempre guardare.
che cos’è una porta? Una porta a occhio e croce è andare e tornare.
un muro invece mi sa che è solo un muro,
ci appendi i quadri, ci appoggi la roba, a seconda dei casi ci sbatti la testa contro.
sbattere la testa al muro.
te ne servono quattro e poi di solito te ne serve anche un altro
che ti ripari dal sole o sennò dalla pioggia.
poi ti servono alcuni buchi per guardare e almeno un buco più grosso per andare e tornare.
se i buchi non ci sono allora significa che sei incastrato
tra quadri appesi, la roba e la tua testa che sbatte sul muro. Allora è brutta sul serio.
a quanto pare i buchi sono più importanti dei quadri e della roba, pensa ancora
un muro invece è solo un muro e una testa è quello che dovrebbe essere una testa,
se è la tua cerchi ti tenerla appoggiata sul collo il più a lungo che puoi.
da piccola ero un gatto, dice lei ma è una frase buttata così, tanto per dire qualcosa
io invece ero un cane, dice lui mentre fuma e mentre pensa che non dovrebbe fumare.
eri un cane di grossa taglia? Mi ricordo bene, avevo paura di tutti ma soprattutto di quelli.
ero grosso, sporco e cattivo, ero famoso. Ero il terrore di tutto il quartiere
ti avrei odiato, allora. Sei ancora così?
non so. Però credo di no.
come mai? Dice lei. Adesso lo guarda ma non tanto per guardare qualcosa.
questa volta a quanto pare le importa davvero.
troppi quadri appesi, troppa roba appoggiata sul muro, dice lui, mi sa proprio che è andata così,
come storia non è nemmeno granchè.
un muro è solo un muro, i quadri e la roba non contano niente, dice lei
niente è troppo dice lui ma lo dice così, tanto per dire qualcosa,
bisognerà pur dir qualcosa, pensa. Però questo lo tiene per se perché forse non è nemmeno vero.
dopotutto che cos’è una finestra? Dice lei
difficile a dirsi, dice lui, spegne la sigaretta sul pavimento si alza,
si gratta la testa e guarda di fuori. Fuori di lì c’è tutto quanto.
cosa c’è la fuori? dice lei guardando il pavimento così, tanto per guardare qualcosa.
ci sono quadri, la roba, alle volte delle teste. Alcune attaccate sul collo, alcune che sbattono al muro
tutto qui?, dice lei
una volta c’erano un gatto e un cane. Però adesso non ci sono più
e’ un peccato, dice lei
già, dice lui mentre nel frattempo cerca le sigarette, ne prende una e poi fuma,
non dicendo più niente, pensando appena un po’.
dopotutto un finestra è una finestra, una porta è una porta,
una testa è una testa, un muro è un muro
una volta c’erano un cane e un gatto che adesso però non esistono sono più
e’ un peccato ma le cose stanno esattamente così, pensa l’uomo.
però questo non lo dice. Lo tiene per se perché forse non nemmeno vero.
quel che è senz’altro vero è che lui non dovrebbe fumare.
allora prima o poi bisognerà organizzarsi. Prima o poi bisognerà pur fare qualcosa al riguardo.
si potrebbe cominciare da qui.
si potrebbe fare in questo modo, spostiamo quello, tiriamo avanti questo
altrimenti buttiamo via tutto, per me dopotutto fa proprio lo stesso.
non dovresti fumare dice lei guardando il pavimento ma lo guarda così,
tanto per guardare qualcosa
come pensasse ad altro o come se al limite non le importasse granchè.
  • Attualmente 4/5 meriti.
4,0/5 meriti (2 voti)