Le lancette del piccolo orologio da comodino erano a un ora dall'abbraccio.
il buio uniforme del cielo si rifletteva sulla stanza,come se questa fosse la sua ombra servizievole.
paul tiene gli occhi paralleli al soffitto,spalancati,in una sorta di beata trance,una illogica calma sempre presente,fin da quando la memoria poteva permettergli di ricordare.
difatti,era rimasto estraneo a quella fase comune,che vive ogni bambino: fisse macabre per i vari mostri,orchi,fantasmi,come se già allora,sapesse distinguere la scura fantsia alla nitida realtà,magari predeligendo la prima.
ora, viveva per davvero,assaporava quell'avanzo di volta celeste,quel piccolo prato di eden imbronciato,tinto da una pioggia di carbone,ma presto,molto preso, lo sapeva,sarebbe tornato l'inferno.
accadeva ad ogni maledetta alba,al sorgere di quella palla di luce,così viscida,così sconcia,la luce puttana,femmina,come la paura.
paul vedeva,come se sulla sua fronte pulsasse un terzo occhio,la routine,la scuola,le strade,i prati le aiuole,le persone,l'amore,qualsiasi ambiente,persona o stato che fosse caldo,come il più ribrezzevole spettacolo,era come se veniva catapultato in un teatrino di pupi,e lui fosse Mangiafuoco.
la sua prima azione mattutina,era una rapida corsa verso il bagno,per soddisfare i suoi bisogni fisiologici;si intende,la vescica non centra niente,era un bisogno secondario,doveva espellere quel viscoso liquido roseo salito alla gola per l'orrore.
più il tempo trascorreva,più diventava pallido,non faceva colazione,odiava il cibo,magiava giusto un paio di crecker la sera,tanto per non arrendersi,tanto perchè gli pareva logico mantenere un certo ritegno in quella latrina,che huomor.
entrava a fatica nei vestiti,la barba restava incolta anche per due o tre settimane,e non riconosceva più la sua voce quando la adottava per formulare le frasi standard verso le domande di sua madre.
le diceva sempre:" caro tutto bene?sei così strano negli ultimi tempi?"
" e con la scuola? ti chiudi in camera per tutto il pomeriggio al ritorno,mi tieni all'oscuro di tutto!"
"tuo padre e fuori per lavoro,tutta la settimana, ma ci divertiremo a modo nostro,gelato e tv stasera,vero tesoro?"
le sue risposte si limitavano a "va bene","si mamma"" no mamma" "forse mamma",niente di complicato quindi.
povera,sciocca stupida mamma,che senso aveva preoccuparsi per quegli insignificanti dettagli,quando questi lupi vestono d'agnelli,quanto i mostri crescono sempre più di numero,in primis il tuo adorato e puttaniere marito,povera mamma,anche le tue illusioni per non guardare la realtà sono stupide.
che suo padre la tradiva ne era certo,era bastato osservare un pò le sue abitudini,le contraddizioni che lo mandavano in fallo,e la sorpresa degli amici e colleghi alle conversazioni che essa intraprendeva con loro,chiedendo se era ora con uno,ora con l'altro.
prese una penna e un quaderno con ,la copertina scarabocchiata,dal primo cassetto della credenza nel soggiorno alzò un braccio in segno di saluto verso la madre a due passi dalla porta,dirigendo quella libera sul pomello:
tutto da capo.