PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 15/05/2013
Il sole di Gennaio dura poco ma
a dire il vero è già qualcosa.
la giacca che basta e non basta,
i calzettoni di lana, forse se è il caso un cappello.
mangia solo quello che riesci a mangiare, mastica piano,
dormi a pancia sotto. Se t’avanza un minuto pensaci su.
poi non scordarti il caffè, fuma le tue sigarette.
io mi tengo occupato fumando le mie.
“Cosa fai capitan Chiaro di luna?”
esce un po’, fuori è bello.
camminare tra le nuvole rotte, il vento e la luce
ci passano in mezzo.
corrono, non ricordano niente.
sfrecciano via, non pensano a niente.
cercherò qualcosa che è quasi andato e che invece non va.
cercherò qualcosa, se ne sta sulla porta si guarda intorno e sa che non sa.
tutto avanza, spinge, scivola, rotola o rimbalza
perché quel che brucia oggi brucerà allo stesso modo anche domani.
case su case, cose su cose,
valige, finestre aperte, alle volte occhi rossi, insonnia, sensazione di vuoto.
e poi buste rotte, trapianti di fegato, aerei di linea che partono e forse non tornano più.
succede quel che succede ma succede solo quello che può succedere,
abbiamo un tavolo e sopra al tavolo c’è un gran mescolare di carte segnate
dati che portano a dati che portano a dati che portano a dati
lune sul deserto, autostrade sprofondate nel mare.
in lontananza una piramide muta si appoggia sul centro del tempo:
non significa niente di certo, ormai di là non passa più quasi nessuno.
qualche volta senti il colpo e dopo il colpo arriva anche lei,
che continua a cadere, specialmente di notte. E che poi scorre via lasciandoci qui.
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Grazie beck. Scrivere e Resistere!

il 16/05/2013 alle 00:32

bravo :-)

il 17/05/2013 alle 12:47

la trovo nel racconto pacata e tranquilla,bravo,ciao

il 17/05/2013 alle 12:56