Una signorina di larghe vedute
con un cappellino a larghe tese
dal colore approssimativo tra
il deserto dei Gobi e le pampas
entrava ed usciva costantemente
e con perfetta nonchalance
da qualsivoglia pertugio
androne o portello laterale
senza per questo sciupare
il suo impeccabile cappellino
sempre superbamente posizionato
all'apice del suo corpo
bello in quanto nonostante
l'avanzata età ancora deambulante
pur lasciando al suo passaggio
un certo afrore canforato
ma un giorno il cappellino s'impigliò
in una maldestra poesia e rovinò
sull'assito della memoria, frantumandosi
da quel momento iniziò inesorabile
per giorni e giorni anzi per anni e anni
un avanzato stato di decomposizione.
il poeta si vide costretto
dalle vigenti circostanze in materia
a riportare in vita l'accaduto.