Parlare mentre una lama ti lacera la carne.
Alla fine ti perdi e non trovi niente nelle mani.
Volevo parlarti di cose proibite, oltre il comune,
e invece mi sento come una scossa violenta.
C’è una vecchia che mi guarda negli occhi,
sono solo e davanti ho quel ponte
che si allunga verso il tumulto.
Le mie mani gonfie di male e di miele.
Un suono nasce da un discorso.
Tu mi hai lasciato ed io ho le tue carezze.
Fuori, riuniti in stracci, mucchi di gente accorsa lì,
io non aspetto, il mio passo affoga tutti.
Di tutto quello che era successo di chi la colpa?
Interessante pensare a un errore magari tuo.
Ma cosa sta più in bilico? Sarà la felicità o pensare a morire?
I “casomai” si sprecano e gli “oppure” sono nel fumo.
Sono rimasto con gli occhi chiusi
per scoprire di cosa siamo fatti:
di terra, di acqua, solo fango…
e sogniamo una vita di mandorle e cielo.
- Attualmente 3.66667/5 meriti.
3,7/5 meriti (3 voti)