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Pubblicata il 25/01/2013
Ciao, Francesca, che mostri
con compiacenza e mio compiacimento
morbido ed eloquente il seno,
due teneri coniglietti soffici
l’un l’altro accovacciati.

Ti ha sfiorata il mio sogno, e sei fiorita
in questo inverno gelido e improvviso
- e non atteso -, che azzanna
le mie carni già esauste.

Mi parli di te, Francesca,
del tuo inglese una volta fluente,
delle tue amiche che a Londra
incontrerai; ma non ti ascolto,
perduto lungo i bordi ammiccanti
che orlano a cuore,
come la cornice un quadro,
la superba tua pelle e il tuo respiro.
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