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Pubblicata il 26/12/2012
Tenero passerotto in un mondo troppo insigne,
florido e innocente sei, dolce e impetuoso,
la paura dell’ignoto ti chiude le ali,chissà forse troppo
deboli e fragili, per tuffarti in quella realtà da te invisa
in quell’avida società da te lontana, e in quella gente,
solida e spavalda, mentre tu,piccolo pargolo ancora implume,
immobile te ne stai nel nido dei tuoi pensieri,investito da un flusso
di emozioni che ti nutrono e feriscono,così nuove e potenti !
Spicca il volo dunque,assapora la concretezza di quell’aria
frizzante,incrocio di venti diversi, poiché mio giovane passero
nell’asprezza di questa vita e nelle sue amarezze,
anche tu una mattina d’agosto,beccando nella rugiada,
troverai vedrai la tua strada
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