Sigaretta in bocca
e bicchiere di vino in mano.
La mente che vuole spegnere il giorno
e ricoprirlo di ombre.
Istanti paralizzati
ai confini del comprensibile.
Sgorga
da ferite lasciate aperte
un fiume di piaceri violenti,
appaganti bocche
in letti stanchi.
Spalancando la notte
camminando nel buio
su pavimenti freddi,
siamo sopra il mondo
tutto da qui ci sembra minuscolo.
E ne vogliamo ancora
sempre di più,
finchè non ci distrugge
finchè non ci annienta.
Si insinua nel nostro respiro
sotto la pelle
dentro lo stomaco.
Ci fa sentir vivi
pulsanti
elettrici,
eppure siamo soltanto schiavi,
schiavi del vizio
schiavi di noi stessi
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