piangono i deboli salici assetati,
a pari passo di neonati vogliosi del latte materno;
cantastorie tessono le lodi di qualche misero condottiero,
misero come la solitudine,
ricacciata negli inferi con il mito dell'immortalità
Perchè sono tutti così felici,si chiede il signore decapitato dagli anni,passati inermi tra labirinti e praterie,
è un battito di ciglia precede la lacrima,
donna ed infame