..... but he's coming, coming, coming! (C. Dickens: The Cricket on the Hearth).
dell'antefatto. La nascita
del bene rifugio. Passandosi
di bocca in bocca
la fame. Chi giudica
la religione delle Arpìe
a partire da Ariel.
Chi un un dente
lo dissemina
per il miglior offerente.
E anche nel piacere
parla l'espediente
di una ruggine
tra Calibano e l'albero.
Scrive il biografo
sulla corteccia
per un monumento.
In via negativa
lesina nutrimento
a una fiamma apocrifa.
Consiglio al guercio : ‘Vedi
non se ne accorga
il traghettatore'.
Diamogli un linguaggio
e l'attore ripeterà
Bau Miai Coccodè
farà la Regina o il Re
reciterà alla lampada : ‘Come sei pallida,
Euridice ‘ . Non trovandola
sarà folle.
Nasconderà Dickens nel bollitore.
Nel congelatore
un Confiteor.
E appena si spiega
non sfila sulla passerella
di ogni cosa bella
la bellezza,
ma la disaffezione
all'assaggio.
Di questo passo
ogni cliente affrettato
del tardo capitalismo
illumina l'inestetismo.
Disegna dal vero
fingendo
di prendere un tè
con Aaah! o con Ullallà!
a Manhattan o a Bo.
Certe volte no
altre come i passeggeri di quel volo.
Infine è la gratuità, al solito,
a decidere chi sarà assente
e chi porterà il marchio
alla ierogamia
tra il branco e il Signore del lampo.
Io mi limito all'osservazione
di come per le tribù di foresta
splenda la grande città in festa.