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Pubblicata il 30/11/2012
tessere di puzzle non combacianti mi si pongono davanti,mentre imperversa la tempesta,ed il cielo sembra ormai vinto;
il fantasma di Mozart suona note di speranza illusoria,mentre la ballerina ruota sul carillon con monotonia,mi ricorda tizi incrociati in metropolitana,vittime del loro stesso tempo
Frenesia di fuga mi possiede,un insaziabile fama di differenza,di distacco,prima che la grande balena ingoia anche me,mentre stringo nel palmo il rasoio di Occam
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puzzle filosofico-musicale...
mi è piaciuto anche se non riesco ad unire alcune tessere...
saluti
Andrea.

il 30/11/2012 alle 17:36

La fuga da un tempo che no da tempo , si cerca la risoluzione in concetti , semplici ed essenziali .

il 30/11/2012 alle 17:37

sono lieto che ti sia piaciuto,quali tessere?ti riferisci all'ultimo verso?posso schiarirti le idee se vuoi,ricambio i saluti,ciao Andrea

il 30/11/2012 alle 18:03

il tempo è una prigione a cielo aperto,così come la normale routine,che vista da un punto di vista esterno può essere un incubo,è fuggirvi è complicato così come il descriverlo

il 30/11/2012 alle 18:05

si perchè non risco a collegare il passaggio della balena con il rasoio di Ockam...forse il collegamento è chiaro ma per me riamne oscuro.,..

il 30/11/2012 alle 18:24

allora,il ragionamento che ho fatto è il seguente:si parte dal presupposto di fuga dallo stile di vita quotidiano,dalla routine,la balena sarebbe il progresso che ti rende tale,e inevitabilmente crea piccoli cloni,il rasoio di Occam consiglia la strada più semplice,senza complicazioni,in tal caso l' astenersi per non venir risucchiato,spero di essere stato chiaro;ovviamente è semplice solo in teoria

il 30/11/2012 alle 19:52

Ah...ecco ora ho capito...era la metafora della balena che mi lasciava interdetto...
grazie della spiegazione...
cocordo, applicare il rasoio è semplice solo in teoria, è difficile non venire presi dal fusso d'un progresso(che in realtà capitola su se stesso secondo me)....
forse era vero l'ideale dell'ostrica che propugnava Verga, anche se assai sconsolante...
credo bisogna tentare di restare se stessi, con le difficoltà che comporta, nel grande mare di questo mondo...sapendo integrare e fare proprie partocolarità gli elemnti che vengono dall'esterno e portno gli uomini ad assomigliarsi...
ti saluto e grazie ancora della spiegazione, e per avermi fatto riflettere su ciò
ciao
Andrea.

il 30/11/2012 alle 19:59

figurati,è un piacere scambiare opinioni con una persona che ha un pensiero assai simile al mio;purtroppo alcuni sembra non ci facciano caso,o restano in una sorta di autoindifferenza,anche se la consapevolezza è di per se solo più dolorosa.La realtà è che si può condannare,ma non ci si può escludere,non nella vita di tutti i giorni,sul lavoro,per la strada,siamo in continuo bombardamento da messaggi che ci dicono come pensare,cosa scegliere,basta guardare un oretta la tv o più indirettamente un cartellone pubblicitario;detto ciò ti saluto,augurandoti una buona serata

il 30/11/2012 alle 20:06

giusto giusto...
però più che la consapevolezza lo è l'inconsapevolezza...poichè se si sa quale è il male che ci affligge si può comprendere come andare avanti...
ma per chi a vive nell'autoindifferenza e comincia a sentire che qualcosa non va ma non sa spiegarselo credo sia anche peggio.
ormai ciò che l'uomo deve davvero imparare è selezionare ciò che gli viene proposto..altrimenti...
beh chiudo ora, anche perchè sono riflessioni che ci terrebbero qui sino alla fine dei giorni...
un saluto,
buona serata
^^

il 30/11/2012 alle 20:20

Un puzzle ad effetto.
Bella!
Patrizia

il 01/12/2012 alle 08:54

Grazie per l'apprezzamento:)

il 01/12/2012 alle 10:39