PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 29/11/2012
Sto scrivendo una poesia,
ho già buttato mille parole
quattrocento nel dubbio
duecento nell’umido
quattrocento nel patetico.
Vedessi la testa nel riflesso dello sfondo azzurro
che ciondola disperata alla rincorsa delle parole
per dar voce a quei brividi che mi toccan l’amore
anche se non c’è niente da far tanto piacere.
E leggo,come potrei domani,la tua lettera d’invito
come un soccorso alle mie ossa rannicchiate
al complesso sforzo di tirarmi la vita dietro con
quattro a capo giusti.
Se fa freddo stringo le gambe
se caldo mi scivolano i gomiti sul tavolo
se buio le luci del modem mi prendono gli occhi.
La notte lo stomaco non dorme
e muovo i piedi con le mani sulla fronte
per far digerire la solitudine ai ricordi.

Aspetta

1...Città che al vagare non si saprebbe
quali rovine del tempo salvare...

Forse ci siamo,me la ricorderò ?
E soprattutto l’avrà già detto qualcuno ?
La finisco domani.
A volte basta un’immagine
e costruisci la vita a gente che non conosci,
magari già morta da tanti anni come questi

2...Non rivedremo più le montagne e le contee
sulla cruna del passo,gli arbusti dei giochi
e il collasso di nevi su quei rami d’abeti
cui più sotto fu scritto tal giorno d’amore...

Si questo era un piccolo dono per la tua romantica
Novecentesca ascesa del Congedo.
Mentre a me piace la dolce confusione dell’amore
sperduto nel movimento di folla
che da per scontato un bacio

3...La mia Rosa terminava di piangere e nel buio le lacrime
aspettava di togliere sulla bocca inalante sospiri gemelli
ai miei che traditi non andavano avanti
all’onore dei tanti cornuti più urgenti...

Ormai non ho più voglia di distinguere
un bordello da un ufficio e un consiglio da un amico,
le nuvole dal cielo e il mio corpo dallo specchio

4...Me ne vado,piccolo per l’arte,
a cercare le feste della notte
dove la natura non salva nessuno dalle sue arie,
inquietando pure l’ubriaco
fuggito all’ultimo giro di carte...

Lo sai,ho perso tutto,la scuola sbagliata
e tanti lavori cominciati e finiti subito

5...Il primo addio è per un Attenti!
O un concorso.
E tra gli spocchi avvisi
lagrimano cerchie di analfabeti.
Ora qui tra un fucile e una penna
apprendo che la mia memoria non tiene
le parole studiate alla noia,
improvviso il silenzio e sono senza parole...

Un altro compromesso,
scandisk o rimettere la stanza a posto,
accudire il reale o continuare a forzare
un selvaggio clamore di click sulla mente

6...C’è sempre quel canto cui trasalgo felice
dalle porte di Itaca al primo Innesto spaziale,
e dall’altra il rimorso della vita pedante,
dall’infanzia incollata alle lingue dei grandi
all’adulto che vive di leggi e domande
per detrarre ricchezza dalle linee dei conti...

Ci sono uomini che vivono trascinati dalle rimanenze
accanto a replay di fiamme,lisi e maceri dorgoglio.
Non passano diletto o pena neppure al più caro degli amici,
a chiamarli per aiuto fanno mille salti ma a convincerli
di vivere con gli altri ci vuole un Puntate e Fuoco d’altri tempi

7...La notte si difende dal brusio delle concezioni
e degrada il buono in uno spazio immenso
di stelle e moti stupefacenti.
L’arriccio e il filtro,
l’aspiro e il tiro
il balcone buio.
Vuoti di Paese,la lentezza occupata dei passanti
e l’acquolina del cielo fa capo al verbo delle montagne:
Salvatevi,seppelitevi in fretta e ritornate a casa.
Il vento immobile,sono maturo per disinnescare questa bomba,
ancora uno sputo sotto e la mia parte è tutta...

Appunti sul mio naso,le tue caviglie.
Il questurino conquista un ragno con gli occhi
poi fischia e arrotola il foglio
ponendolo sotto l’ascella,
mi guarda,lo guardo,
tu ti alzi e torni in cella.
Tutta l’aria,
tutta la mia vita.
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