PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 24/11/2012
Inferme le tue
mollette impigliate
tra dita meccaniche
del mastodonte di turno.
Inferma l'ugola
variopinta in vetroresina
affogata in nostalgie di cartapesta.
Inferma l'infermiera sull'altalena
dispersa sull'orlo astrale
dietro il lato oscuro dell'obitorio.
In ferma il bracco da caccia
guardingo al movimento della preda
immolata sull'altare del panico.
Infermo il pinnacolo in vetro fragile
sulla punta dell'abete finto di Natale
vigile alle sue palle in sudditanza.
Inferma questa vita disegnata a mano
dal bimbo vivace in carrozzella
sulle figurine d'ultima generazione.
Infermo l'album nel suo girovagare
voglia dopo foglia dopo voglia
verso la parola fine.
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c'è qualcosa di viziato in partenza mi sembra di capire, forse una palla al piede che abbiamo da sempre....una bella e triste poesia la tua

il 24/11/2012 alle 13:10

Sempre al top in ogni tuo scritto...
catturato da quell'infermiera sull'altalena...
ma tutta la poesia è ricca d'immagini suggestive e che prendono.

complimenti, e ciao
Andrea.

il 24/11/2012 alle 20:59

L'hai scritto con freno a mano?

il 24/11/2012 alle 22:06

con fermo, a mano...

il 26/11/2012 alle 10:21

grazie Andrea, ciao

il 26/11/2012 alle 10:21

grazie Arturo, ciao

il 26/11/2012 alle 10:22