Mi ritrovai ad errare su una meta opposta a quelle tra cui ero solito scegliere,l’aria leggera emanava il suo splendore,trionfante sul freddo spettro scomparso,la collina calzava scarpe verdi,e gli alberi allungavano le braccia al cielo padre in segno di riconoscenza e gratitudine.
Un uccellino cinguettando mi schernì del mio apparire,e sparì coperto dalle foglie ancora bagnate,le nuvole migranti venivano ricacciate verso est,e l’aria ormai calda risaltava l’essenza delle viole .Ne colsi una e la osservai sorridente,lieta di morir acerba,tanto il paradiso appariva vicino.
Una canto lontano mi richiamò a se,mentre l’ebrezza della vita mi rendeva barcollante,fino a che il mio occhio incrociò la sua forza e cedette lentamente:una cascata giovane e nel pieno del vigore scolpiva la nuda roccia,aiutata dalle fiamme solari ed incoraggiata dai lievi sospiri della brezza,mai i 4 elementi apparivano incantati,mai prima avevo incontrato il loro abbraccio.
Sulla pietra giaceva inerme la sirena ,intenta a lavarsi i biondi capelli,e allora pensai da neonato,mai la logora corazza grigia appariva tanto lontana