Intingo le mie Note nelle Crepe del Costato
Nelle ore incredule
di sogni senza senso,
dove scaldo le mie mani,
se non fra le bolle madide
dei tuoi seni azzurri,
che dirottano i linguaggi
al succo dolce di sete tempestose?
Urge il fiato a premiare il collo,
nel vezzo di labbra ansiose
a respirare pelle e non più aria,
innescando fuochi da scintille,
covate al buio, nel brivido che giace
sotto il rogo dei pensieri.