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Pubblicata il 29/09/2012
Ti ho tenuta stretta tra le braccia per tutto il tempo.
Ti accarezzavo, ti riempivo di baci.
Finalmente, dicevo, finalmente amore mio.
La pressione del tuo corpo contro il mio si faceva allora più forte.
Sorridevi, lo sentivo, anche se mi giravi le spalle.
Mi stringevi la mano, sopra il tuo petto; muovevi il tuo bacino, perfettamente aderente al mio.
Come in una danza, la sincronia era perfetta.
Il ritmo era quello del battito dei nostri cuori.
Ti ho fatto ridere quando ti ho chiesto se avevi l’asma che ansimavi così forte. Naturalmente tu hai replicato che al sanatorio potevo prenotare per due, se era per quello.
Non abbiamo dormito un secondo.
Abbiamo visto l’alba venire su piano piano, il sole inondare la stanza; i nostri corpi nudi rilucevano.
Non lasciarmi mai, hai detto, e qualcosa di caldo è scivolato sulla mia mano.
“Non lasciarmi tu”, ho detto io stringendoti.
Ti ho fatto ridere, ti ho sentita sussultare contro di me.
“Mi ami davvero?” hai chiesto girandoti.
I miei occhi erano pieni di lacrime.
La risposta è venuta su come un singhiozzo.
“Era la risposta che volevo,” hai detto “Cioè, non proprio le parole…”
“Sssssssssh….”
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