Vengo di notte, e ti prendo, come vuoi e come voglio.
Ti fidi di me?
Vengo di notte, accarezzo la camicia che hai, messa a caso, senza più far finta che qualcuno ti stia guardando, senza più vedere altri occhi che ti vedono come ti vedono i miei.
Ti fidi di me?
Vengo e ti prendo dolcemente, come una rosa, che accarezzi ma lasci sul suo stelo; domani i petali sfioriranno, ma è una meraviglia.
Ti fidi di me?
Vengo e ti prendo per mano, ti porto in cielo, ti faccio sedere su una nuvola, insieme guardiamo albe e tramonti. C’ero già stata, dici tu, Ma mai così.
Ti fidi di me?
Vengo e ti prendo il volto tra le mani; entro dentro i tuoi occhi senza chiedere Permesso? tanto lo so che accondiscendi ai mie capricci, che poi sono anche i tuoi.
Ti fidi di me?
Vengo e ti prendo, ti prendo, ti prendo, come zucchero filato sulla punta delle dita da leccare per gustare il dolce che resta, per fissarti nella memoria per sempre, per assaporarti facendo girare la saliva per tutta la bocca, per sentire il tuo sapore con tutti i sensi, oltre che tutto il cuore.
Ti fidi di me?
Vengo e ti prendo, ti prendo, ti prendo, così come sei, come ti trovi, col sorriso che tiri fuori quando mi vedi, sei pazzo, dici, io dico sì, ti va lo stesso? Mi abbracci ridendo, però il tuo abbraccio non è per scherzare, parla chiaro, mi soffochi per la voglia, e poi sono baci, e poi sono strette sempre più forti, e diventiamo un cuore solo.
Ti fidi di me? Ti fidi di me? Dai, dimmi, ti fidi di me?