"Ogni tanto sogno d'essere una vespa
questa idea mi ronzava da un pò nella testa
niente torre di controllo ne piste d'atterraggio
solo il cielo sconfinato per il mio passaggio
niente piloti fanatici di un Dio fantoccio
che scambiano le vite per un bel botto
soltanto per il verbo di un profeta col broncio
basta con gli ombrelloni e le sdraie rotte
atterrare su un girasole finchè non fa notte
varrebbe più di un anno intero e stancante
passato tra suocere malate e figlie distratte
e volare volare volare finchè non mi stanco
sfidare il sole la pioggia e anche il lampo
per fermarmi felice e beato in riva al mare
ed estasiato stabilirmi li e fare l'alveare
niente più condizionatori o poveri condizionati
sotto il mio tetto mi refrigererà solo il vento
e quando anche la mia ultima ora sarà scoccata
non piangerò perchè non ho ancora pagato la casa
perchè quando sei vespa nessuno ti può giudicare
hanno paura del pungiglione non ti possono insultare
la gente passa e con essa le sue idee
quando muoiono le abbandonano alle maree
ma io son vespa e possiedo le ali
non affogheranno cosi i miei ideali
ora mi libro e vado all'avventura
curandomi soltando delle correnti con premura
non piango il mondo e le sue creature
ora aspiro solo al sole e le sue dolci cure