PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 26/06/2012
Amanti goliardici del potere
Quegli strani esseri chiamati politici
Liberti in schiavitù volontaria
Soggiogati e imbrigliati
Da una corruzione che gli invade
Come una droga iniettata con troppa sicurezza
E che ora non gli abbandona più
Come un muschio che attecchisce a
Una magnifica betulla
Facendo di essa la sua dimora
E la sua preziosa linfa vitale.
Troppo gelosi dei loro privilegi
Per ricordarsi del popolo SOVRANO
Che incoronarono con un diadema di spine
Serpi al servizio del Dio denaro
Che rinunciarono alla loro anima 
Per scambiarla Ingenuamente
Con un pezzo di metallo sonante 
Dimentichi dei tempi  antichi in cui
I loro padri  imbroccavano i fucili
Per difendere quel paese che fu dal razzismo ferito e curarlo con il loro patriottismo Benedetto
E che loro ora martoriano uccidendo
L'esempio di quegli angelici cherubini.
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Sembrerà un luogo comune ma fin dalla nascità sono sempre stato abituato a combattere le ingiustizie anche se nel farlo mi sono spesso esposto al giudizio critico non per forza errato della gente con cui mi confrontavo...e chi se non i politici in italia potrebbero ma non fanno??la mia è una protesta per tutti quelli di loro che cOn le loro azioni sotterrano la coscienza collettiva in un cemento detto "interesse personale"...in fondo a Roma si dice CHI LA DURA LA VINCE quindi almeno io insisto e persisto!!!!!!

il 26/06/2012 alle 16:12

bravo, bravissimo....non ho altro d'aggiungere.
ninetta

il 28/06/2012 alle 22:49