Che bella poesia ninetta,
piena di malinconia vissuta
ma espressa così bene nei versi
è proprio uno scarico psicologico
la nostra poesia vola nei cieli liberi
per immolare quella felicità sognata.
Buon mercoledì
e andiamo avanti nella vita
senza voltarci indietro.
Bacio.Mary
a volte ci chiudiamo dentro per non soffocare fuori, questo prigioniero che può ancora gridare e sperare ha milioni di possibilità e chiederò personalmente al sindacato poeti che lo facciano uscire, rich.
la porta in realtà sarebbe aperta, basterebbe girare la maniglia........e tutto il sole che c'è inonderebbe la cella di autoreclusione. Ma a volte la libertà fa paura, la libertà di essere quello che si è...la paura di nn essere compresi, di rompere le sovrastrutture che ci hanno costruito sopra o che abbiamo fatto noi stessi.....
la sento particolarmente questa tua...spero che qualcuno possa sentire le grida del prigioniero e sia disposto a tendergli una mano, o un orecchio, e ad aiutarlo a uscire dall'angolo. Basta solo un passo, il primo verso la porta....il più difficile.
bellissima! ma è molto di più....
baci
eos
è solo un passo...il più difficile..che bel commento eos!
t'abbraccio
ninetta
Cara ninetta non c'è bisogno di dire la bellezza di questa poesia...comunque mi ricorda lontanamente una canzone di Arisa dal titolo LA NOTTE che parla appunto di un dolore che sale sempre più, la chiusa la trovo azzeccatissima perchè fornisce una luce(speranza)alla fine di un tunnel tenebroso(dolore)che è rappresentato ottimamente all'inizio.non posso fornirti nessun consiglio in quanto non mi sento in grado di trovare difetti in lavori pregiatissimi come i tuoi...solo un' ultima cosa...CONTINUA COSI :)
Tutto quello che hai scritto è molto triste.
esci da quella stanza,fuori c'è il sole vai a vivere la
vita,quella che piace a te:libertà!..
Ho molto sentita questa tua poesia.B,N, eclisse.
Carissimo sorriso95 , questa poesia è nata come emozione suscitatami dalla lettura di una lettera di un carcerato in attesa della libertà .Ma, la prigione può essere anche il limite delle nostre capacità cognitive, che non sono in grado di spaziare oltre il visibile...Cerbero è il tempo che inesorabile conta le ore fino all'apertura di quella porta che poi sarà l'eternità,il sole.Per ultima l'ipotesi della mia prigionia, che a livello inconscio esiste e che nello scritto il mio io fa fuoriuscire..grazie comunque per il bel commento
continuerò così...
ninetta
Grazie eclisse, hai sempre una buona parola per tutti.Non sempre si può essere liberi come si vorrebbe.Scusa se ti ho risposto in ritardo
un abbraccio
ninetta
grazie Fabio, le carezze non sono mai troppe...
t'abbraccio
ninetta