Gialle spighe ondeggiano,
nella pianura,
a perdita d’occhio,
punteggiate di rossi papaveri
tra la verde gramigna.
Non un alito di vento
accarezza le loro cime.
Dagli antichi casali
s’alzano a stormo i colombi,
e, immobile,
tutto avvolge il silenzio.
Poi , all’orizzonte,
greve di vento
un rombo lontano
dirada la polvere,
e dentro al mio corpo
un senso di vuoto,
si scava.
Non un alito di vento,
e gialle spighe di maggio
piegate al dolore,
continuano ad ondeggiare.