Peter Iredale era stato abbandonato
come un osso di seppia dal mare agitato.
Correva correva...
e il mondo sembrava essere fatto solo di quella semplicità
che tanti provano
e nessuno scopre.
Il cielo della notte era pervaso da strani silenzi
in sbrilluccicare di stelle
d'occhi ridenti.
Dall'onda al monte
tutto era la visione degli occhi.
Era il migliore figlio
che l'america potesse generare.
Un berretto che il tempo gli aveva lasciato,
jeans traspiranti in cerca d'amore,
una felpa grigia che rispondeva a muso duro.
Gridava poi di infiniti latrati
l'esistere candido e solo del vuoto.
Ma come il spandersi del suono si faceva eco
esso si spegneva in lento morire
e il silenzio divenne il solo rumore.
Hell's Canyon or non sibila più...
Il serpente s'è spento come anima al sole.
La porta che il mondo attende
s'apre mesta in baratro d'ombra
ove l'amor cade e il cuore incontra.
Peter, sprofonda tra le braccia del vento
e attraversa il confine che l'accorto esclude.
Veloce veloce...
l'illusione si spegne e sveste
come il giorno col sole al migrare della notte.
Il viaggio non l'hai cominciato
come il topo che s'immagina l'est.
La vita riprende nel monotono corso
d'un sorriso, d'un saluto, d'un giorno.
Amici ci sono sempre intorno a fuochi
e il cielo della sera s'inonda di cascata lucente.
E' l'Oregon ragazzo mio...
con le sue voci e con i tuoi sogni
che s'incontrano in istanti di breve verità.
- Attualmente 2.5/5 meriti.
2,5/5 meriti (2 voti)