Scrivo di te
che m'hai mostrato
le tue sole meraviglie
un gioiello di famiglia
il tuo intimo di flanella
la strada che ti conobbe
nel tuo ondeggiante cammino
quel sorriso, quel sorriso
che ha percorso la mia pelle
lasciandomi intontito
anche per lunghi giorni
e di rado qualche lacrima
che fuoriusciva dal tuo occhio,
non quello di vetro,
quasi alla chetichella
che avrei asciugato
che avrei bevuto
ma eri più lesta tu
con il fazzoletto ricamato
e le iniziali in un angolo.
Scrivo di te
che m'hai lasciato esangue
con il cervello arso
e il cuore a martellare
ma così forte
che ho dovuto allontanarmi
per non far rumore.
Scrivo di te
che m'hai sussurrato aspettami
e sei tornata dopo vent'anni
con 5 marmocchi cresciuti
ed un marito ubriacone.
Scrivo di te
ma la stilo si ribella
è finito l'inchiostro
la carta
la mia pazienza.